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C'era una volta ...

Non posso parlare del periodo, autunno 1980, nel quale
si scatenò la Natura: Ero troppo giovane, un bambino.
Il devastante terremoto in Irpinia e zone limitrofe.
Ricordo però le migliaia di vittime il cui numero cresceva
ogni minuto: Per la catastrofe, per il nostro abbandono alle
loro ferite, ai traumi, alla fame, al freddo, alla disperazione.
Alle ruberie dei tanti sciacalli; istituzionali o meno.

Abbandonati.

Rammento i terremoti in Abruzzo, Lazio e parte delle Marche;
assai più recenti. E in quella terrificante situazione,
corremmo a risistemare i ponti ripetitori radio Vhf (R5 e R10),
la raccolta di insulina, aghetti, statine, antidolorifici, coperte,
cibo, acqua potabile, tende. E le carovane che, in silenzioso
accordo con le così dette Forze dell'Ordine, arrivarono a prestare
i soccorsi in loco.

Quante giornate trascorsi così.

E di quanti e quante vigliacchi e vigliacche - molti, se non tutti -
che si nascosero e se ne fregarono.

Mi ricordo di tutti voi; di ciascuno di voi.


Alf

Pubblicato il 29/11/2020 alle 12.8 nella rubrica Diario.

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