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Tra le infinite altre

Dammi ascolto; presta la tua dovuta attenzione,
pazzo che non sei altro.

Tra gli alti fusti di abeti, betulle e larici,
fosti baciato da una incantatrice;
ed i suoi ipocriti sussurri,
ti convisero di esserne innamorato.

E lei prese a sorriderti; con allegria ti cinse
il fianco, accarezzandoti la mano.

Poi tu le correvi accanto, libero e felice;
lontano ed ancora più lontano, ti portò.
Trascorrevano anni simili a giorni,
e tramonti senza fine, confusi nelle albe.

E stordito, ebbro, volgesti il capo altrove:
soltanto per un momento!
Lei svanì allora e solo la eco del suo riso,
rimase nell'aria.

Solo come la rugiada d'intorno, rimasto;

vittima dei sortilegi, della crudele incantatrice.


Alf

Pubblicato il 10/6/2019 alle 12.16 nella rubrica Diario.

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