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Ricciotti
Neo Zotico Inferiore


Diario


26 settembre 2020

Il polimorfismo dei cretini

Gli anni, i decenni, trascorrono e nell'intervallo
temporale tra l'avvio di questo inarrestabile iter
e la sua conclusione nel naturale incedere di tale
processo, gli atomi (sarebbe meglio prima o poi chiamarli
"tomi") e le molecole del nostro corpo cambiano, vengono
sostituiti; si incrementano (quando ingrassiamo e/o cresciamo)
o si riducono nel dimagrimento e nell'invecchiamento.

L'infrastruttura fisica quindi cambia, così come muta - nella
intelligenza, nella stupidità; in cultura o sua assenza - la
nostra mente, personalità, Io, psiche e quant'altro.

"Io sono sempre io", non fosse altro che per il mero trascorrere
del Tempo, è una evidente fesseria.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 26/9/2020 alle 18:2 | Versione per la stampa


23 settembre 2020

Sir Pent

A mezzodì mi affaccio dal finestrone della stanza da letto;
intenzione è quella di dare una sbattuta al lenzuolo e alla
copertina.

Mi sporgo e vedo questo spettacolo.

Mi prende un colpo; l'omaggio del Fato alla giornata di ferie ...
Lascio stare lenzuolo e copertina, prendo il mio bastone
preferito, cellulare per le eventuali foto e scendo.

Era soltanto un pupazzo; ma molto ben fatto, bastardi.




Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 23/9/2020 alle 13:35 | Versione per la stampa


20 settembre 2020

Fastidio ed imbarazzo

    Ieri sera ho scoperto di quanto sia estremamente tabù,
    non accettabile, da evitare (scegliete voi o proponete),
    il tema del suicidio.

    E meno male che ho cercato di affrontarlo con persone
    che - molto grosso modo - conosco.

    Il disagio è stato immediatamente evidente e nessuno è
    riuscito ad andare oltre i luoghi comuni.

    Bizzarro.

    Nam male re gesta cum vellem mittere operto
    me capite in flumen Tiber ... 


    Alf







permalink | inviato da Ricciotti il 20/9/2020 alle 12:25 | Versione per la stampa


14 settembre 2020

Intervallo sdrammatizzante

L'allegra combriccola dei gaglioffi



Alf, Ettore, Pepetito e Pucci.




permalink | inviato da Ricciotti il 14/9/2020 alle 11:51 | Versione per la stampa


12 settembre 2020

Transito evolutivo

Stupri, guerre, assassini, menzogne, millanterie,
competizioni sempre e comunque, distruzione della
natura ...

Cosa altro dimentico circa la descrizione dello
irreversibile schifo che abbiamo prodotto in
quanto maschi umani?

Sento sempre maggiormente pressante il bisogno
di traslare me stesso ad una forma monastica.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 12/9/2020 alle 23:7 | Versione per la stampa


9 settembre 2020

Ciò che c'è

Non esiste alcun Paradiso.

Esiste però l'Inferno, ed è quello che
voi create ogni giorno su Terra.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 9/9/2020 alle 13:31 | Versione per la stampa


6 settembre 2020

Architettura del periodo fascista in Africa, Grecia ed Albania

E' questo il mio spirituale punto debole.

Io adoro l'architettura del periodo fascista in Africa, Grecia,
Albania ed Italia, ovviamente: Roma, Forlì, Ancona, Tresigallo,
Carbonia, Latina ... e tanti altri luoghi.

Ed è come il piacere che si prova al cospetto di una donna che
ci stimoli oltre misura: Occorrenza indefinibile ed incantevole.

Quello che provo nel percorrere le strade disegnate e popolate da
Piacentini e Coppedè, non giungo pienamente a descriverlo.

Ma riesco bene ad illustrare lo schifo che invece provo mentre
transito per i quartieri edificati da democristiani e comunisti in
Italia dal 1960 in poi.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 6/9/2020 alle 17:48 | Versione per la stampa


1 settembre 2020

Impressione

La strada che percorrevo attraverso la Città-Senza-Nome,
era assai ampia e costeggiata da bassi edifici regolari
ma dall'architettura singolare e ardita.

A distanze quasi umanamente canoniche, dei lampioni globulari
alti, metallicamente assai eleganti, delicatamente rischiaravano
il placido cammino; ma le due grandi e policrome lune
siderali, rendevano la terrena luce del tutto inutile, sebbene
suggestiva.

Alla mia destra, sentivo il rombo della acquorea risacca;
ma ne potevo solo indovinare forma e sostanza; benché
ben sapessi che di Oceano infinito si trattava.

Il vento spirava, sfruttando ogni piccolo e grande
intersizio, per avvolgere il mio incedere tra flautati
suoni.

Questo ricorrente Sogno, mi conforta.
Ma termina sempre troppo presto.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 1/9/2020 alle 14:16 | Versione per la stampa
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