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Ricciotti
Neo Zotico Inferiore


Diario


30 novembre 2020

Dartford - Kent: 1991

Mi ricordo quella volta che la chiamai a me per donarle
un piccolo quadro raffigurante una quaglia dipinta ad olio.

"Tu sola sai cosa significhi per me e per te. Per noi",
le dissi con aria ispirata, tono mellifluo ed innamorato
occhio di triglia.
Lei prese il quadretto e io - mi ero preparato - andai velocemente
via con una scusa di lavoro.

Ebbi la forza e la pazienza di attendere cinque giorni pieni
prima di cercarla di nuovo.

"Allora, cosa mi dici del quadro?"
"E' bello, Alf, ma non ho capito cosa significhi per noi ...".
"Non significa proprio nulla, Jane; ho fantasticato su questi
giorni in cui sei rimasta a pensarci sopra ed a scervellarti
sul perchè non capivi ...".

Esattamente quello che era successo, pòra Jane ... notti insonni.

Mi meritai tutte - tutte - le botte che ebbe a darmi.


Alf


P.S.  
"Alf" mi chiamava e chiamerà soltanto Janet.




permalink | inviato da Ricciotti il 30/11/2020 alle 19:37 | Versione per la stampa


29 novembre 2020

C'era una volta ...

Non posso parlare del periodo, autunno 1980, nel quale
si scatenò la Natura: Ero troppo giovane, un bambino.
Il devastante terremoto in Irpinia e zone limitrofe.
Ricordo però le migliaia di vittime il cui numero cresceva
ogni minuto: Per la catastrofe, per il nostro abbandono alle
loro ferite, ai traumi, alla fame, al freddo, alla disperazione.
Alle ruberie dei tanti sciacalli; istituzionali o meno.

Abbandonati.

Rammento i terremoti in Abruzzo, Lazio e parte delle Marche;
assai più recenti. E in quella terrificante situazione,
corremmo a risistemare i ponti ripetitori radio Vhf (R5 e R10),
la raccolta di insulina, aghetti, statine, antidolorifici, coperte,
cibo, acqua potabile, tende. E le carovane che, in silenzioso
accordo con le così dette Forze dell'Ordine, arrivarono a prestare
i soccorsi in loco.

Quante giornate trascorsi così.

E di quanti e quante vigliacchi e vigliacche - molti, se non tutti -
che si nascosero e se ne fregarono.

Mi ricordo di tutti voi; di ciascuno di voi.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 29/11/2020 alle 12:8 | Versione per la stampa


27 novembre 2020

A seguire un semi-coma etilico

Mi rammento del baccano che fecero gli assortiti cerebrolesi
nell'anno del vostro signore 2012 riferendosi alle "Profezie
dei Maya". Con tutti i parassiti del remunerato chiacchierume
dei media di massa che seguivano a ruota tale mentale patologia
antropica; nella mia opinione, ovviamente.

Più che le tragedie di massa (che certamente avvengono; vedete
alla voce "terremoto"), io sono colpito da quelle dell'individuo.
Ne sono devastato, commosso.

Quest'anno orribile, 2020, il Fato si è preso due persone che
ho amate in modo diverso: Janet ed Emilia.

Solo donne. E possono bastare.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 27/11/2020 alle 13:37 | Versione per la stampa


25 novembre 2020

J

Addio Jane.
Addio, nell'appena trascorso 20 novembre.

Lasciami qui, lasciami stare. Lasciami così.
Non dirmi una parola che non sia d'amore.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 25/11/2020 alle 20:33 | Versione per la stampa


18 novembre 2020

Filosofia Koselig

Ultimamente la rappresentanza diplomatica norvegese
mi mette al corrente di ... avete presente il meridione
italiano?
Ecco: tutto all'estremo opposto di quest'ultimo.

Non mi sono mai chiesto perché le nazioni del Nord Europa
abbiano raggiunte vette di convivenza civile eccellenti.
Ma la risposta è - tutto sommato - ovvia.
E la  Filosofia Koselig  norvegese lo dimostra.

Se non fosse che i norvegesi ancora desiderano cacciare le
balene  ...  Maledetti.



Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 18/11/2020 alle 16:0 | Versione per la stampa


10 novembre 2020

Spolvera le pietre

Conosce - e sa fiabescamente intrattenere - sulla sabbia;
ne ha incontrate nei suoi viaggi di diverse granularità,
colori, provenienza. Ed anche profumi, mi dice.

La sabbia antica, Alfredo, è quella molto fine; sembra quasi
talco anche se proviene da calcari, ardesie o graniti.
Centinaia di milioni di anni hanno concorso a formarla; intere
montagne si sono arrese al vento, al caldo rovente del giorno
e del profondo gelo delle notti. Città antichissime e preumane,
si arresero agli eoni, e la polvere delle ossa di chi le edificò
si è soltanto aggiunta alle infinite dune.

La sabbia più colorata che conosco è quella della Mongolia e
di quel luogo oggi chiamato Arizona. E' sabbia recente, grossolana
certo, ma una vera sinfonia per gli occhi. Somiglia alle scarse
montagne d'intorno ancora vincenti sulla mai dòma erosione
le cui valli ed i cui burroni, riempie. Strati diafani o a tinte forti;
policromi e mutevoli come se fossero sabbie frutto di arcobaleni
precipitati sulla terra per chissà quale blasfemo peccato.

Ed i profumi, Alfredo! Ah, i loro profumi! Le sabbie dell'Africa
mediterranea posseggono i sentori dell'argan e dell'oppio,
mentre nelle sabbie d'Arabia indovini - prestando la dovuta
attenzione e meditativo silenzio - le dolci sfumature del
kat e degli incensi appena regalati dal millenario albero
nel regno del Wadi Dawkah.

Forse mi racconterà altro.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 10/11/2020 alle 16:53 | Versione per la stampa


8 novembre 2020

E transitano come ombre

Tepore d'autunno, silenzio, Gattiglia e lettura;
lo stato di grazia che mi sento di augurare
a tutti.




Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 8/11/2020 alle 17:33 | Versione per la stampa


5 novembre 2020

Oggi è doppia, spiacente.

Dalla sinistra: Pepetito, Ettore e Pucci.
Ben satolli dell'insalata di polpo, patate,
prezzemolo ed aglio che mi hanno vilmente
fregata.

Tutta se la sono pappata ... Tutta.
Era mezzo chilo.

Domanda:
Come sarà il gatto ripieno di polpo, patate, aglio e
prezzemolo, fatto al forno?




Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 5/11/2020 alle 21:5 | Versione per la stampa


5 novembre 2020

La pesca di Pucci

Ogni tanto questo devastante turbine tempestoso
che risponde - quando le va, intendiamoci - al nome
di Pucci, si imbosca. Stanarla chiamandola è pressocchè
inutile.

Ma un metodo funziona perfettamente.

Si prende una corda di un paio di metri e vi si lega
ad un capo una molletta di quelle per stendere il bucato.
Meglio se rossa o altro vivace colore.
Trascinando questo raffazzonato palamito, comincio a
girare per le stanze; quando arrivo nei pressi del
suo sconosciuto nascondiglio, la troietta non resiste
e zompa fuori all'assalto.

Ed io me la acchiappo: la sbaciucchio e le massaggio
la panza.

A cosa mi sono ridotto ...


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 5/11/2020 alle 12:39 | Versione per la stampa
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