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Ricciotti
Neo Zotico Inferiore


Diario


19 agosto 2019

Hybris ?

Provo invidia profonda,
per voi umani.
Femmine e maschi,
che non avete alcun bisogno,
di chiedere perdono.

Il mio cuore lacerato,
sotto i massicci cumuli d'angoscia,
pel dolore che provocai,
ad esseri innocenti.

In atti, azioni e consapevoli omissioni,
sovente osservo me stesso,
nel maggior tempo che ho ormai alle spalle,
e del poco che ho avanti.

Tento di comprendere la sofferenza subìta,
nella vacua illusione,
di ricevere altrettanta clemenza.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 19/8/2019 alle 18:48 | Versione per la stampa


2 agosto 2019

Perenne

Il 2 Agosto 1980.
La strage fascista alla stazione di Bologna.
85 morti e centinaia di feriti.
Lascio la parola a Primo Levi.

Alf


Dateci qualche cosa da distruggere,
Una corolla, un angolo di silenzio,
Un compagno di fede, un magistrato,
Una cabina telefonica,
Un giornalista, un rinnegato,
Un tifoso dell’altra squadra,
Un lampione, un tombino, una panchina.

Dateci qualcosa da sfregiare
Un intonaco, la Gioconda,
Un parafango, una pietra tombale.
Dateci qualche cosa da stuprare,
Una ragazza timida,
Un’aiuola, noi stessi.

Non disperezzateci: siamo araldi e profeti.
Dateci qualcosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi.
Che ci faccia sentire che esistiamo,
Dateci un manganello o una Nagant,
Dateci una siringa o una Suzuki.
Commiserateci.

"Dateci"
Primo Levi - 1984




permalink | inviato da Ricciotti il 2/8/2019 alle 7:56 | Versione per la stampa


31 luglio 2019

Purgamentumfagia

Cornacchie, piccioni, gabbiani, ratti e topame vario ed umani;
tutti esseri viventi in competizione in questa sfortunata città di Roma,
per accaparrarsi la quota loro spettante di immondizia
da produrre e consumare.

Purgamentumfagia.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 31/7/2019 alle 9:0 | Versione per la stampa


20 luglio 2019

Sociologia per principianti

Il recente approdo culturale della figlia di un
distante amico, mi ha riportato alla mente
la moderna scomparsa dell'agorà: la sfera
cioè dell'incontro collettivo tra gli interessi
privati dell'individuo e quelli meramente
pubblici della politica.

L'individuo - non più autonomo - è sottoposto
ormai alle leggi del consumismo compulsivo
ed appagante nel solo istante che è destinato
a svanire nel breve; mentre la politica ha ceduto
lo scettro della decisione democratica, alle economiche
e finanziare forze globali che hanno rese le paure
l'unica eterodirezione che - come burattini - ci governano.

A meno di non chiamarsi fuori dal gioco, ovviamente.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 20/7/2019 alle 17:21 | Versione per la stampa


19 luglio 2019

Intervallo

"Mamma mia, me l'hanno messo"

Zum-pa-pà

"Elisabetta mia, chi te l'ha messo?"

Zum-pa-pà

"Me l'ha messo Alfredo il Rosso ..."

Zum-pa-pà

"... chè l'aveva grande e grosso".

Zum-pa-pà


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 19/7/2019 alle 13:40 | Versione per la stampa


17 luglio 2019

Trapassato remoto, guarda il vuoto




Roma: 16 Luglio 2019

Sei alto e ben piantato; senza alcun dubbio.
Ritengo tu abbia circa la mia età; ho ingrandito il
tuo volto e vedo la tua barba ben curata e striata
di bianco. I tuoi occhi che guardano chissà cosa.
Al fianco sinistro hai il crudele manganello ben
sistemato per la facile estrazione e pronto all'uso.
Sicuramente la pistola nella fondina.

Si; con il tuo massiccio casco e la pettorina, puoi
incutere paura.

Ma tu puoi soltanto picchiare e ferire;
obbedire agli ordini, si dice.

Ho visto altri come te, tanti altri. In uniforme o no.
E vi hanno visti in Palestina, in Cile, in Argentina ...

Eppure sei tu che dovresti avere paura:
Tu picchi e ferisci.

Ma lui - lui - legge e studia.  Lui pensa.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 17/7/2019 alle 6:38 | Versione per la stampa


16 luglio 2019

Nel disaccordo

Nel pianoforte, ci sono i tasti bianchi e quelli neri;
con le loro note ben temperate, i diesis ed i bemolle.

Ma pochissimi - e solo i più esperti sognatori - sanno
che fra i tasti bianchi e quelli neri, ci sono le note grigie.

Quelle le suono io.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 16/7/2019 alle 12:15 | Versione per la stampa


10 giugno 2019

Tra le infinite altre

Dammi ascolto; presta la tua dovuta attenzione,
pazzo che non sei altro.

Tra gli alti fusti di abeti, betulle e larici,
fosti baciato da una incantatrice;
ed i suoi ipocriti sussurri,
ti convisero di esserne innamorato.

E lei prese a sorriderti; con allegria ti cinse
il fianco, accarezzandoti la mano.

Poi tu le correvi accanto, libero e felice;
lontano ed ancora più lontano, ti portò.
Trascorrevano anni simili a giorni,
e tramonti senza fine, confusi nelle albe.

E stordito, ebbro, volgesti il capo altrove:
soltanto per un momento!
Lei svanì allora e solo la eco del suo riso,
rimase nell'aria.

Solo come la rugiada d'intorno, rimasto;

vittima dei sortilegi, della crudele incantatrice.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 10/6/2019 alle 12:16 | Versione per la stampa


7 giugno 2019

Meravigliosa trappola

Quali alberi ed arbusti fioriti nella primavera,
voi donne, belle e profumate.

Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 7/6/2019 alle 19:20 | Versione per la stampa


6 giugno 2019

Apologia della fuga

Senza inutili parole; non sono necessarie.




Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 6/6/2019 alle 18:22 | Versione per la stampa
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