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Neo Zotico Inferiore


Diario


17 novembre 2019

Una fredda notte d'autunno

La Vermiglia Ombra, simile eppure difforme ad umana sembiante,
mi sussurrò: "alla tua dolce dimora, ti riporterò".

E da lassù, nella caligine di un luogo che a malapena rammentavo,
da un alto territorio terrazzato, tra bizzarre cinture e
balaustre di iridescenti marmi e lucidi bronzi sferzati da
impetuosi venti, e mentre miglia più in basso labirinti di cupole
e torri incastonate e sovrapposte fra loro fino ad un grigio mare,
si riversano.

Di nuovo mi disse, la Vermiglia Ombra, che sarei rimasto stupito
da quelle antiche altitudini, dallo spumeggiante rombo distante.

Tutto ciò egli mi promise, ed attraverso le porte del tramonto e
dell'alba, mi trascinò; oltre lo sciabordio di infuocati rivi e laghi,
Ed i troni d’oro porporini di certi Dei privi ormai di nome
che gridano impauriti di fronte ad un incombente Fato;
e quindi, in un golfo oscuro nel frastuono del mare notturno:
“Tu vivevi qui,” beffandosi di me, la Vermiglia Ombra “quando
sapevi ancora sognare”.


Alf




permalink | inviato da Ricciotti il 17/11/2019 alle 12:38 | Versione per la stampa
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